CHI RESTA FUORI?
Dalle scuole alle università, le disuguaglianze che attraversano i nostri percorsi di formazione sono il riflesso di un sistema che restringe progressivamente gli spazi di emancipazione e partecipazione.
Mentre a livello internazionale crescono le risorse destinate al riarmo e si intensificano le politiche di austerità, nel nostro Paese l’istruzione pubblica continua a fare i conti con finanziamenti insufficienti, spazi inadeguati e servizi che non riescono a rispondere ai bisogni di chi studia.
Il diritto alla formazione si scontra ogni giorno con ostacoli materiali sempre più difficili da superare.
Migliaia di student3 restano senza borsa pur avendone i requisiti, gli studentati pubblici sono insufficienti e spesso inadeguati, mentre le mense diventano sempre più costose e affidate a logiche privatistiche che non garantiscono risposte a tutte le esigenze.
Intanto, la crisi abitativa e il costo della vita rendono sempre più difficile sostenere un percorso universitario senza gravare sulle proprie famiglie o accettare condizioni di lavoro precarie.
A pagare il prezzo di queste contraddizioni sono soprattutto le componenti più marginalizzate della comunità studentesca.
Chi non riesce a rispettare i tempi imposti dalla carriera universitaria rischia di perdere agevolazioni e sostegni economici, mentre la retorica del merito trasforma disuguaglianze sociali ed economiche in responsabilità individuali.
Altr3 ancora non riescono neppure ad accedere all’università.
È così che il sistema formativo finisce per riprodurre le gerarchie esistenti anziché contrastarle, escludendo proprio chi avrebbe maggiormente bisogno di strumenti di emancipazione.
Di fronte a questo scenario, non possiamo accettare che l’accesso all’istruzione dipenda dalle possibilità economiche di ciascunə.
“Accesso Negato: Chi Resta Fuori?” è un’inchiesta nazionale sul diritto allo studio che attraverserà i nostri atenei, raccogliendo esperienze, bisogni e testimonianze della comunità studentesca. A partire da questi dati costruiremo un indice di accessibilità per individuare le barriere che impediscono di entrare, restare e vivere pienamente l’università, trasformando l’analisi in rivendicazioni concrete e percorsi di mobilitazione.
Questa inchiesta si inserisce in un percorso più ampio di organizzazione e conflitto che unisce le rivendicazioni di chi studia alle lotte contro la precarietà, il carovita e le politiche che sottraggono risorse ai servizi pubblici.
Per questo continueremo a mobilitarci verso il 20 novembre sciopero giovanile e studentesco internazionale
Lottare per il diritto allo studio significa anche contestare le priorità di chi governa e costruire un sistema di istruzione capace di garantire a tutt3 reali possibilità di formazione.
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