Categoria: Territori

  • Rinnovo accordi PoliMi con Leonardo S.p.A – dossier

    Rinnovo accordi PoliMi con Leonardo S.p.A – dossier

    Leonardo S.p.A. è la più grande azienda bellica in Italia e tra le più importanti in Europa. È stata più volte accusata di collaborare attivamente alla violazione dei diritti umani, dai massacri in Sudan e Yemen fino al genocidio a Gaza, continuando a guadagnare nonostante sia chiaro che la tecnologia e i servizi venduti vengono usati a sfregio dei princìpi del diritto internazionale.

    Il Politecnico di Milano sostiene Leonardo S.p.A., fornendo formazione e ricerca tecnica su commissione.

    Noi, come Studenti Indipendenti, in collaborazione con Polimi4Gaza, un’associazione di studenti e professori che negli anni ha cercato di convincere il Politecnico a schierarsi apertamente contro il genocidio a Gaza, abbiamo stilato un dossier inedito sugli accordi che il Politecnico ha con la Leonardo S.p.A., nella speranza di rendere gli studenti, che frequentano l’università, partecipi dell’entità di tali accordi e di poter avere voce in capitolo sui futuri accordi che verranno stipulati nei prossimi mesi. 

    Il rapporto tra l’Ateneo e la società è infatti regolato da una Convenzione Quadra (anche detta Accordo Quadro) che disciplina come i singoli dipartimenti del Politecnico debbano siglare contratti specifici e operativi con l’azienda. L’accordo quadro tra il Politecnico e Leonardo S.p.a. è scaduto nel 2026 e la governance sta attualmente lavorando per stipulare un nuovo accordo che avrà validità per i prossimi tre anni.

    È fondamentale far comprendere agli studenti che solo lo 0,4% dei fondi del Politecnico viene da Leonardo S.p.A., per lo più a favore di docenti e ricercatori, senza un beneficio reale per gli studenti. Inoltre, Leonardo S.p.A. rivendica per sé la proprietà intellettuale della ricerca e dei brevetti sviluppati dal Politecnico, vincolando la segretezza e impedendo ad un’università pubblica di usare queste conoscenze in altri settori.

    Questo documento si propone di informare il pubblico sull’entità e la natura dei finanziamenti che il Politecnico riceve da Leonardo S.p.A., nonché riportare dati inediti sulla ricerca che l’Ateneo svolge per l’azienda.

  • Comunicato ANTIFASCISTA

    Comunicato ANTIFASCISTA

    il 17 Gennaio in decine di piazze si sono svolte manifestazioni contro il ddl sicurezza, per difendere la libertà di pensiero e di dissenso. Anche studenti e giovani si sono attivati nelle scuole, università e piazze di tutto il Paese.

    Insieme a numerose associazioni ci siamo attivati per tenere attiva l’attenzione sul ddl 1660, che non possiamo ignorare e che è nell’interesse di tutti denunciare. Stanno venendo compresse tutte le forme di dissenso, che siano pacifiche o meno. Le zone rosse individuate dal governo e i recenti scontri nelle piazze dimostrano però come il ddl sicurezza sia già realtà. “Oggi ci siamo ritrovati nelle piazze di tutto il Paese per dire di no al ddl paura, volto a criminalizzare e reprimere qualsiasi forma di dissenso – dichiara Tess Kukich, coordinatore nazionale della Rete della Conoscenza – c’è un urgente bisogno impellente di impedire la deriva autoritaria del Paese.

    …Il DDL sicurezza costringe gli atenei a collaborare con i servizi segreti

    Si stanno sommando le attivazioni anche dalle scuole, dopo le numerose proteste già portate avanti nelle ultime settimane. Secondo gli studenti la stretta autoria che il governo vuole applicare nel Paese trova una sua fiera dimostrazione nelle scuole, dopo le numerose querele del ministro e le minacce verso gli studenti che hanno occupato i loro istituti. “Questo governo e Valditara in particolare temono il dissenso – continua Tommaso Martelli, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti- la riforma della condotta e la tempesta di querele provenienti dal ministero dimostrano la volontà di abbattere la partecipazione attiva fra gli studenti”

    Il DDL sicurezza non lascia libere neanche le università, costringendo gli atenei a collaborare con i servizi segreti, dando informazioni sulle attività della comunità studentesca e ricercatrice, anche in deroga alle normative sulla riservatezza. “ È a rischio anche la libertà accademica” -conclude Arianna d’Archivio, coordinatrice nazionale di Link coordinamento universitario -il governo e la ministra Bernini intendono comprimere lo spazio di manovra delle organizzazioni studentesche negli atenei.”