Autore: Webmaster

  • Diventare insegnate nella selva dei CFU

    Diventare insegnate nella selva dei CFU

    Questa guida è stata creata da Link – Coordinamento Universitario a partire dal DPCM n. 224 del 25 settembre 2023 che a sua volta fa riferimento al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59.

    Per restare aggiornati e chiedere ulteriori spiegazioni potete entrare nel gruppo telegram https://t.me/Orientamento60CFU

    Senza il percorso per l’accesso all’insegnamento, posso mandare comunque le MAD?

    Sì 

    Quanto costa il nuovo percorso per l’accesso all’insegnamento? 

    Il decreto decide solo i costi massimi, che sono 2000 o 2500 euro in base al percorso che si deve fare (vedi sotto) e 150 euro per la prova finale. Le università possono decidere di ridurre il costo per gli studenti mettendo dei loro fondi. Il decreto dice che non ci saranno oneri a carico della finanza pubblica, quindi le università non riceveranno dei fondi appositi ed è molto facile che scarichino tutto il costo sugli studenti. Di certo presenteremo in tutte le università in cui siamo presenti delle mozioni affinchè ci sia una riduzione forte del costo. 

    I costi massimi sono aggiornati ogni 3 anni.  

    Si potrà pagare a rate la retta di iscrizione?

    Ad oggi non ci sono disposizioni a riguardo, sui costi e le modalità di pagamento è stato lasciato margine di autonomia agli Atenei. 

    Il percorso sarà a numero chiuso e ci sarà un test di ingresso?

    Ahinoi, si! Sì, l’accesso è programmato a livello locale e il numero di posti disponibili viene calcolato in base al fabbisogno per classe di concorso e al livello di sostenibilità di attivazione dei percorsi. 

    Non è ancora chiaro come saranno impostate le selezioni all’ingresso e quanto sarà stringente il numero programmato su base nazionale, o se verrà lasciato margine di libertà agli Atenei (quest’ultima ad oggi sembra essere la direzione verso cui si sta muovendo il Governo).

    Ci saranno degli esami? 

    I CFU verranno acquisiti senza esami intermedi. Ci sarà solo una prova finale, dal costo massimo di 150 euro, con la quale si consegue l’abilitazione 

    Il percorso è abilitante?

    Si

    Il percorso abilita ad una sola classe di concorso? Se voglio abilitarmi a un’altra classe, devo rifare il percorso?

    Il percorso abilita ad una sola classe di concorso. 

    Alcune classi danno l’abilitazione “a cascata” ad altre (es. l’abilitazione a insegnare Italiano, Greco e Latino dà l’abilitazione alla classe di Italiano e Latino)

    Al di là di queste classi particolari, per accedere a una classe diversa bisogna rifare il percorso abilitante da 30 CFU (forse verrà abbreviato), che ha la deroga dal 20% online. 

    Sarà svolto in presenza o in modalità telematica?

    Il corso sarà principalmente in presenza. 

    • nei cicli 2023/2024 e 2024/2025 l’attività online potrà essere fino al 50% (esclusi laboratori e tirocini)
    • nei cicli successivi: ci potranno essere delle attività telematiche, ma il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, art 2-bis, comma 1, dice che le attività telematiche possono essere al massimo il 20% e in ogni caso non possono essere attività laboratoriali o di tirocinio.
    • alcuni percorsi da 30 CFU hanno una deroga dal 20% e possono svolgere più attività online (vedi sotto)

    Ci sarà l’obbligo di frequenza?

    Per accedere alla prova finale bisogna avere una percentuale minima di presenza del 70% per ogni attività formativa.

    Io ho già dei CFU che servono per l’insegnamento, mi saranno riconosciuti?

    • se hai acquisito i vecchi 24 CFU entro il 31/10/2022, ti vengono riconosciuti tutti e devi fare il percorso da 36 CFU;
    • se hai altri CFU inerenti nel piano di studi, possono esserti riconosciuti fino a 12 CFU se coerenti in obiettivi e contenuti (ALLEGATO B);
      NON CI SARA’ UNA DIMINUZIONE DEI COSTI. 
    • se hai già conseguito dei CFU di tirocinio, diretto o indiretto, potranno esserti riconosciuti fino a 5 CFU (ALLEGATO B).

    Nei bandi di accesso di ogni università dovrà essere specificato il modo in cui ogni candidato conferma di avere già dei crediti

    Quindi, se sono in triennale mi conviene “portarmi avanti” facendo esami che mi potranno essere riconosciuti?

    In linea di massima no, dato che al momento non è chiaro con che facilità verranno riconosciuti CFU da esami compatibili dati in precedenza e dato che non vi è una riduzione dei costi. 

    Come si svolgerà la prova finale? 

    La prova finale del percorso universitario e accademico consiste in una prova scritta e in una lezione simulata, che accertino le competenze professionali: avrà un’impronta metodologica, non si concentrerà sui contenuti disciplinari

    • La prova scritta consiste in una sintetica analisi critica di episodi, casi, situazioni e problematiche verificatisi durante il tirocinio svolto nel percorso di formazione iniziale.
    • La lezione simulata, su tema proposto dalla commissione con un anticipo di quarantotto ore, ha una durata massima di quarantacinque minuti, è progettata anche mediante tecnologie digitali multimediali, è sviluppata con didattica innovativa ed è accompagnata dall’illustrazione delle scelte contenutistiche, didattiche e metodologiche compiute in riferimento al percorso di formazione iniziale relativo alla specifica classe di concorso.

    La commissione assegna fino a un massimo di 10 punti alla prova scritta e di 10 punti alla lezione simulata. La prova finale è superata se il candidato consegue un punteggio pari almeno a 7/10 nella prova scritta, e a 7/10 nella lezione simulata. 


    CON IL SUPERAMENTO DELLA PROVA FINALE SI è ABILITATI ALL’INSEGNAMENTO PER LA RELATIVA CLASSE DI CONCORSO

    Quando verranno attivati i percorsi?

    Circa a gennaio. A dicembre si avrà la lista dei Centri autorizzati, poi ci saranno le prove di ingresso. 

    A che percorso posso accedere?

    Requisito base: devi aver frequentato/star frequentando un corso di laurea che sia valido per una classe di concorso 

    link per verificare che il tuo titolo di studio dia accesso a una classe di concorso

    PERCORSO 60 CFU 

    • laureati magistrali

    costo massimo: 2500 euro

    • laureandi magistrali 

    costo massimo: 2000 euro

    • laureandi di corsi di laurea a ciclo unico che hanno conseguito almeno 180 CFU 

    costo massimo: 2000 euro

    • neolaureati senza 24 CFU entro ottobre 2022 (percorso transitorio fino a fine 2024):
      • fanno il percorso da 30 CFU entro il 28 febbraio 2024 (probabilmente ci sarà una deroga a questa data, considerando le tempistiche di attivazione dei costi) → Allegato 3
      • fanno il concorso e vincono
      • fanno gli altri 30 CFU → Allegato 4
      • nel frattempo hanno un contratto a tempo determinato con termine 31 agosto. Dall’anno successivo potranno avere l’assunzione a tempo indeterminato.

    Costo massimo: teoricamente 2000 + 2000, ma molto probabilmente gli atenei lo faranno pagare 2000 + 500 in modo da rimanere allineati agli altri percorsi

    PERCORSO 30 CFU → Allegato 2

    • chi ha già abilitazione su altra classe di concorso o su altro grado di istruzione

    costo massimo: 2000 euro

    possibili attività didattica in forma telematica (ma sempre sincrona) anche in deroga ai limiti previsti dall’art 2-bis comma 1 (quindi è possibile superare il massimo del 20%)

    • chi ha la specializzazione sul sostegno

    costo massimo: 2000 euro

    possibili attività didattica in forma telematica (ma sempre sincrona) anche in deroga ai limiti previsti dall’art 2-bis comma 1 (quindi è possibile superare il massimo del 20%)

    • i vincitori del concorso che non hanno l’abilitazione all’insegnamento e hanno partecipato alla procedura concorsuale ai sensi dell’art 5, comma 4 (cioè hanno svolto, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione al concorso  stesso, un servizio presso le istituzioni scolastiche statali di  almeno  tre anni scolastici, anche non continuativi,  di  cui  almeno  uno  nella specifica classe di concorso o nella tipologia di posto per la  quale si  concorre)

    costo massimo: 2000 euro

    PERCORSO 36 CFU → Allegato 5

    • chi ha sostenuto i vecchi 24 CFU entro 31/10/2022, fermi restando almeno dieci CFU/CFA di tirocinio diretto
      • partecipa al concorso di quest’anno
      • fa i 36 CFU

    costo massimo: 2000 euro

    Se ho i 24 CFU ma non partecipo quest’anno al concorso o non lo vinco, come faccio?

    Ti verranno comunque riconosciuti i 24 CFU, quindi dovrai iscriverti al percorso da 60 ma facendo solo 36 crediti.

    Potranno essermi convalidate come ore di tirocinio le ore di servizio che ho già svolto a scuola, ad esempio con le MAD?

    No, il tirocinio di questo percorso è diverso dal servizio a scuola. Ci sarà l’affiancamento di un docente tutor. 

    Posso iscrivermi alle GPS (Graduatorie Provinciali Supplenze)?

    Le GPS prevedono due fasce di graduatorie: 

    • prima fascia: si entra con l’abilitazione. Se la si consegue in questo anno, ci si può iscrivere alla prima fascia con riserva: si verrà confermati una volta acquisita l’abilitazione. 
    • seconda fascia: si entra con la laurea magistrale (se è una laurea che permette di insegnare in una classe di concorso)

    Posso iscrivermi alle GAE (Graduatorie ad esaurimento)?

    No, sono chiuse da molti anni

    Posso accedere al TFA sostegno?

    Attualmente non si sanno i requisiti di accesso. 

    Quante ore di tirocinio sono previste?

    Dipende da quanti CFU di tirocinio devi conseguire, in base al percorso a cui devi partecipare. Per ogni CFU o CFA di tirocinio, l’impegno in presenza nei gruppi-classe è pari ad almeno 12 ore.

    Come si svolgerà il concorso?

    Probabilmente il concorso sarà composto da: 

    • quiz a risposta multipla per le materie pedagogiche, psicopedagogiche, didattiche, informatica e inglese
    • orale di 45 minuti con
      • simulazione di una lezione
      • contenuti disciplinari

    Posso partecipare al concorso?  

    Fino al 31 dicembre 2024 può partecipare al concorso:

    • chi ha già l’abilitazione su un’altra classe di concorso
    • chi ha già l’abilitazione al sostegno
    • chi è laureato e ha i vecchi 24 CFU (entro 31 ottobre 2022)
    • chi ha svolto, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione al concorso  stesso, un servizio presso le istituzioni scolastiche statali di  almeno  tre anni scolastici, anche non continuativi,  di  cui  almeno  uno  nella specifica classe di concorso o nella tipologia di posto per la  quale si  concorre
    • i neolaureati magistrali senza 24 CFU entro che hanno seguito il percorso di 30 CFU 

    Dal 2025 l’abilitazione sarà il requisito per accedere ai concorsi, quindi non ci saranno concorsi per chi non ha conseguito l’abilitazione. 

    ALLEGATI

    L’offerta formativa di trenta CFU o CFA (di cui all’articolo 13, comma 2 , del Decreto legislativo N. 59 DEL 2017) prevede che vadano conseguiti

    • 4 CFU per le seguenti attività: Discipline di area pedagogica:M-PED/01; M-PED/02; M-PED/04  – Conservatori: CODD/04 – Accademia di Belle Arti: ABST/59 – ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01 – Accademia Nazionale di Danza: ADPP/01; 
    • 9 CFU di tirocinio indiretto, di cui 3 per la preparazione dell’elaborato della prova finale;
    • 3 CFU per Formazione inclusiva delle persone con BES(disabilità, disturbi evolutivi specifici/DSA e svantaggio economico, sociale e culturale) M-PED/03 – Conservatori: CODD/04 – Accademia di Belle Arti: ABST/59 – ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01, ISDC/02 –  Accademia Nazionale di Danza: ADPP/01;
    • 3 CFU in una disciplina di area linguistico – digitale

    M-PED/03; Conservatori: CODD/04; Accademia di belle arti: ABST/59; ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01; Accademia nazionale di danza: ADPP/01. 

    Per aspetti che attengono alle tecnologie digitali: INF/01, INGINF/05; Conservatori COME/05, COME/06; Accademia di belle arti: ABTEC/38, ABTEC/39; ISIA: ISDC/07; Accademia nazionale di danza: ADTM/02; per gli aspetti che attengono alle loro applicazioni in ambito didattico: M-PED/03; Conservatori: CODD/04; Accademia di belle arti: ABST/59; ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01; Accademia nazionale di danza: ADPP/01. 

    Per gli aspetti che attengono ai principi e ai metodi della programmazione: INF/01, ING-INF/05; Conservatori COME/05, COME/06; Accademia di belle arti: ABTEC/38, ABTEC/39; ISIA: ISDC/07; Accademia nazionale di danza: ADTM/02; per gli aspetti che attengono alle sue applicazioni in ambito didattico: M-PED/03; Conservatori: CODD/04; Accademia di belle arti: ABST/59; ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01; Accademia nazionale di danza: ADPP/01. 

    Competenze informatiche di base e trasversali: INF/01 e ING-INF/05; Conservatori COME/05, COME/06; Accademia di belle arti: ABTEC/38, ABTEC/39; ISIA: ISDC/07; Accademia nazionale di danza: ADTM/02. 

    Linguistica: L-LIN/02; Conservatori: CODL/02; Accademie: ABLIN/71, ADDC/01, ADRPL/016

    • 3 CFU in una Disciplina psico-socio-antropologiche M-PSI/01; M-PSI/04; SPS/08; M-DEA/01 – Conservatori: CODD/04, CODD/06 – Accademia di Belle Arti: ABST/55,ABST/56, ABST/58 – ISIA: ISSU/01, ISSU/02, ISSU/03,ISME/03, ISDC/01 – Accademia Nazionale di Danza: ADPP/01,ADEA/01, ADEA/03, ADEA/04
    • 2 CFU di Metodologie didattiche: introduzione ai modelli di mediazione didattica per la scuola secondaria  M-PED/03; Conservatori: CODD/04 – Accademia di Belle Arti: ABST/59 – ISIA:ISME/01,ISME/02,ISDC/01 – Accademia Nazionale di Danza: ADPP/01)
    • 4 CFU in Didattiche delle discipline e metodologie delle discipline di riferimento (delle classi di concorso) 
    • 2 CFU in Discipline relative all’acquisizione di competenze nell’ambito della legislazione scolastica  : IUS/09

    In sede di prima applicazione l’offerta formativa si conclude entro il 28 febbraio 2024.

    OFFERTA FORMATIVA DI 30 CFU/CFA AI SENSI DELL’ART. 18 -BIS , COMMA 3, PRIMO PERIODO prevede:

    • 4 CFU in Discipline di area pedagogica M-PED/01, M-PED/02, M-PED/04; 

    Conservatori: CODD/04; Accademia di belle arti: ABST/59; ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01; Accademia nazionale di danza: ADPP/01. 

    • 15 CFU di tirocinio diretto
    • 2 CFU di Metodologie didattiche: introduzione ai modelli di mediazione didattica per la scuola secondaria. M-PED/03; Conservatori: CODD/04; Accademia di belle arti: ABST/59; ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01; Accademia nazionale di danza: ADPP/01. 
    • 7 CFU in Didattiche delle discipline e metodologie delle discipline di riferimento (delle classi di concorso)
    • 2 CFU in Discipline relative all’acquisizione di competenze nell’ambito della legislazione scolastica : IUS/09

    L’offerta formativa di trenta CFU o CFA di cui articolo 18-bis, comma 3, secondo periodo, del Decreto legislativo, è definita dall’allegato 4 al decreto. L’offerta formativa prevede: 

    • 6 CFU in Discipline di area pedagogica M-PED/01; M-PED/02; M-PED/04 – Conservatori: CODD/04 – Accademia di Belle Arti: ABST/59 – ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01 – Accademia Nazionale di Danza: ADPP/01
    • 5 CFU, di cui 3 riservati alle attività formative relative all’inclusione scolastica, di tirocinio indiretto
    • 3 CFU in Formazione inclusiva delle persone con BES (disabilità, disturbi evolutivi specifici/DSA e svantaggio economico, sociale e culturale) M-PED/03; Conservatori: CODD/04; Accademia di Belle Arti: ABST/59; ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01, ISDC/02; Accademia nazionale di danza: ADPP/01
    • 3 CFU in  una disciplina di area linguistico-digitale

    M-PED/03; Conservatori: CODD/04; Accademia di belle arti: ABST/59; ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01; Accademia nazionale di danza: ADPP/01. 

    per gli aspetti che attengono alle tecnologie digitali: INF/01, ING-INF/05; Conservatori COME/05, COME/06; Accademia di belle arti: ABTEC/38, ABTEC/39; ISIA: ISDC/07; Accademia nazionale di danza: ADTM/02;per gli aspetti che attengono alle loro applicazioni in ambito didattico: M-PED/03; Conservatori: CODD/04; Accademia di belle arti: ABST/59; ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01; Accademia nazionale di danza: ADPP/01.

     Per gli aspetti che attengono ai principi e ai metodi della programmazione: INF/01, ING-INF/05; Conservatori COME/05, COME/06; Accademia di belle arti: ABTEC/38, ABTEC/39; ISIA: ISDC/07; Accademia nazionale di danza: ADTM/02; per gli aspetti che attengono alle sue applicazioni in ambito didattico: MPED/03; Conservatori: CODD/04; Accademia di belle arti: ABST/59; ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01; Accademia nazionale di danza: ADPP/01

    Competenze informatiche di  base e trasversali: INF/01 e ING-INF/05;  Conservatori COME/05, COME/06; Accademia di belle arti: ABTEC/38, ABTEC/39; ISIA: ISDC/07; Accademia nazionale di danza: ADTM/02. 

    Linguistica : L-LIN/02; Conservatori: CODL/02; Accademie: ABLIN/71, ADDC/01, ADRPL/016

    • 4 CFU in una disciplina psico-socio-antropologiche M-PSI/01, M-PSI/04, SPS/08, M-DEA/01; Conservatori: CODD/04, CODD/06; Accademia di belle arti: ABST/55, ABST/56, ABST/58; ISIA: ISSU/01, ISSU/02, ISSU/03, ISME/03, ISDC/01; Accademia nazionale di danza: ADPP/01, ADEA/01, ADEA/03, ADEA/04.
    • 2 CFU in Metodologie didattiche: introduzione ai modelli di mediazione didattica per la scuola secondaria M-PED/03; Conservatori: CODD/04; Accademia di belle arti: ABST/59; ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01; Accademia nazionale di danza: ADPP/01. 
    • 7 CFU in Didattiche delle discipline e metodologie delle discipline di riferimento (delle classi di concorso)

    L’offerta formativa di complessivi trentasei CFU o CFA per i vincitori del concorso a cui partecipano ai sensi dell’articolo 18-bis, comma 1, ultimo periodo, del Decreto legislativo, è definita dall’allegato 5 al decreto 

    L’offerta formativa prevede:

    • 3 CFU Discipline di area pedagogica M-PED/01; M-PED/02; M-PED/04 – Conservatori: CODD/04 – Accademia di Belle Arti: ABST/59 – ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01  –  Accademia Nazionale di Danza: ADPP/01
    • 13 CFU di tirocinio diretto ed indiretto, di cui: 

    – 10 CFU di tirocinio diretto;

    – 3 CFU di tirocinio indiretto.

    Inoltre 3 CFU sono riservati alle attività formative relative all’inclusione scolastica.

    • 3 CFU in discipline di area linguistico-digitale

    M-PED/03; Conservatori: CODD/04; Accademia di belle arti: ABST/59; ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01; Accademia nazionale di danza: ADPP/01. 

    per gli aspetti che attengono alle tecnologie digitali: INF/01, ING-INF/05; Conservatori COME/05, COME/06; Accademia di belle arti: ABTEC/38, ABTEC/39; ISIA: ISDC/07; Accademia nazionale di danza: ADTM/02;per gli aspetti che attengono alle loro applicazioni in ambito didattico: M-PED/03; Conservatori: CODD/04; Accademia di belle arti: ABST/59; ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01; Accademia nazionale di danza: ADPP/01.

     Per gli aspetti che attengono ai principi e ai metodi della programmazione: INF/01, ING-INF/05; Conservatori COME/05, COME/06; Accademia di belle arti: ABTEC/38, ABTEC/39; ISIA: ISDC/07; Accademia nazionale di danza: ADTM/02; per gli aspetti che attengono alle sue applicazioni in ambito didattico: MPED/03; Conservatori: CODD/04; Accademia di belle arti: ABST/59; ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01; Accademia nazionale di danza: ADPP/01

    Competenze informatiche di  base e trasversali: INF/01 e ING-INF/05;  Conservatori COME/05, COME/06; Accademia di belle arti: ABTEC/38, ABTEC/39; ISIA: ISDC/07; Accademia nazionale di danza: ADTM/02. 

    Competenze informatiche di  base e trasversali: INF/01 e ING-INF/05;  Conservatori COME/05, COME/06; Accademia di belle arti: ABTEC/38, ABTEC/39; ISIA: ISDC/07; Accademia nazionale di danza: ADTM/02. 

    Linguistica : L-LIN/02; Conservatori: CODL/02; Accademie: ABLIN/71, ADDC/01, ADRPL/016

    • 2 CFU in Metodologie didattiche: introduzione ai modelli di mediazione didattica per la scuola secondaria. M-PED/03; Conservatori: CODD/04; Accademia di belle arti: ABST/59; ISIA: ISME/01, ISME/02, ISDC/01; Accademia nazionale di danza: ADPP/01 
    • 13 CFU in Didattiche delle discipline e metodologie delle discipline di riferimento (delle classi di concorso) 
    • 2 CFU in Discipline relative all’acquisizione di competenze nell’ambito della legislazione scolastica: IUS/09

    Coloro che sono titolari di contratti di docenza presso una istituzione scolastica statale o scuola paritaria ovvero nell’ambito di percorsi di istruzione e formazione professionale delle regioni possono accedere, per i primi tre cicli, ai percorsi relativi alla propria classe di concorso di cui al presente decreto, nei limiti della riserva di posti che è pari, per il primo ciclo, al 45 percento, e, per il secondo e il terzo ciclo, al 35 percento dell’offerta formativa programmata e accreditata per ogni classe di concorso in ciascuna Università o Istituzione AFAM
    Link al documento riassuntivo delle tabelle negli allegati:Allegati 60 CFU

  • L’università’ costa un patrimonio? facciamo la patrimoniale!

    L’università’ costa un patrimonio? facciamo la patrimoniale!

    Nella Legge di Bilancio in discussione in Parlamento ancora troppo poche sono le misure messe in campo per garantire l’accessibilità all’istruzione universitaria: non c’è alcuna prospettiva di aumento della NoTax Area e non ci sono nemmeno le briciole sul diritto allo studio. Nel frattempo, però, le spese militari sono incrementate di quasi il 6%, e la riforma fiscale dell’IRPEF va ad avvantaggiare maggiormente ancora le classi di reddito alto rispetto ai redditi medi e bassi, con un investimento di oltre 3 miliardi e mezzo di euro per abbassare le tasse a chi ha redditi maggiori di 30 mila euro, a beneficio di chi ha redditi tra 50 e 60 mila euro in termini di risparmio assoluto.  E’ chiaro che nel nostro Paese ci sia un definito progetto politico su quali siano i comparti da finanziare e le categorie da tutelare, e purtroppo non sono né lз studentз universitariз, né lз giovani in generale, specialmente chi economicamente meno avvantaggiato.

    Solo per ottenere l’Università gratuita servirebbe un maxi finanziamento di 1,6 miliardi di euro, e ne servono altrettanti aumentare le soglie di accesso e gli importi delle borse di studio garantendole anche a chi ora viene esclusə, per colmare il digital divide, per investire in nuove residenze universitarie e ristrutturare le vecchie, e per elargire contributi affitto per lз fuori sede. In tutto, come studentз, abbiamo bisogno di 3 miliardi e mezzo di euro.

    Sembrano tanti? Non lo sono. In primo luogo, perché investire in Università comporta un investimento in termini di esternalità positive per il Paese tutto, in termini di aumento della popolazione altamente istruita e di forte spinta all’ascensore sociale, fermo da troppi anni. In secondo luogo, un rifinanziamento all’Università va pensato all’interno di una riforma complessiva nel Paese anche dal punto di vista fiscale: beni pubblici come le università e diritti come quello all’istruzione dovrebbero essere garantiti e sostenuti dalla fiscalità generale, e non comprati come se fossero merci e servizi “a carico dell’utente”.

    In Italia, l’1% della popolazione possiede il 25% della ricchezza complessiva da solo. Perché non redistribuire? Sarebbe sufficiente inserire un’imposta unica progressiva sui grandi patrimoni per creare un forte sistema di redistribuzione che non appesantisca ulteriormente, come altri sistema fanno, le tasche della popolazione che, pur avendo bassissimi redditi, possiede piccoli patrimoni (come le case). In questo modo, nelle casse statali entrerebbero almeno 4 miliardi di euro. Sarebbe altresì necessario, come proposto dalla rete Sbilanciamoci!, della quale facciamo parte, rimodulare le aliquote Irpef sugli scaglioni di reddito, che comporterebbe per lo Stato delle entrate di 2 miliardi di euro. Assoggettando a Irpef le rendite finanziarie (esclusi i titoli di Stato), si potrebbero ottenere poi altri 2 miliardi e mezzo di euro. Infine, riducendo la franchigia sulle tasse di successione e inserendo misure progressive per i redditi più alti, entrerebbe quasi un miliardo di euro. Ecco, i soldi ci sono!

    Non possiamo accettare che le spese universitarie pesino sulle spalle degli studenti, sottolineando che questo peso è distribuito solo nei pochi che possono permettersi di iniziare gli studi universitari e di portarli a termine. Ancora troppo basso è, infatti, il numero di immatricolati, ancora troppo alto è, invece, il tasso di abbandoni.

    Studiare ci costa troppo. Non possiamo permettere che nel nostro Paese l’Università resti un luogo di classe, accessibile solo ai più ricchi o ai pochi che hanno la fortuna di accedere agli spiccioli dati dalle borse di studio, vivendo poi in situazioni di forte ansia nel non sapere se il prossimo anno si potrà ancora studiare.

    Il primo passo per l’accessibilità è la gratuità dell’iscrizione all’università: bisogna abolire le tasse. Va fatto per tuttз, garantendo a ogni studentə di autodeterminarsi nella scelta di studiare all’Università, di cosa studiare, e di affrancarsi dalla famiglia d’origine.

    Per realizzare tutto ciò, serve tassare i grandi patrimoni e redistribuire la ricchezza, da chi ha più a chi ha meno, dal privato al pubblico. Non per noi, ma per tuttз!