CONTRO LO SMANTELLAMENTO DELL’UNIVERSITÀ PUBBLICA E LA REPRESSIONE DI CHI LA VIVE

Negli ultimi mesi le dichiarazioni del Ministero dell’Università e della ricerca, della Ministra Bernini e di tanti soggetti che agiscono sistemi di repressione e definanziamento di questi spazi sono diventate inaccettabili per la componente accademica. La volontà di reprimere la voce di studentesse e studenti tramite il richiamo fatto alla CRUI, le ultime dichiarazioni in merito alla volontà di porre sotto controllo governativo l’ANVUR, il continuo ignorare la voce degli studenti e della componente accademica in merito alla situazione disastrosa dei finanziamenti e dei rapporti delle università con il sistema bellico e sionista, la riforma dell’accesso a medicina. Questi elementi ci restituiscono come la Ministra Bernini e questo governo stiano gettando fumo negli occhi all’opinione pubblica mentre sottobanco stanno attuando il più becero dei piani dalla Gelmini ad oggi: smantellare il sistema universitario pubblico senza che nessuno se ne accorga, con singole riforme estremamente problematiche che stanno lasciando gli atenei nel più totale caos. Noi non ci stiamo, vogliamo smascherare questo sistema di definanziamento e controllo. 


NO KINGS (OR QUEENS) 

La recente notizia del progetto di Galli della Loggia ci lascia perplessi e amareggiati sotto una serie di punti di vista:

primo fra tutti la volontà di aumentare la durata del mandato dei rettori e dei direttori generali da sei ad otto anni (una durata che non si vede neanche quando si parla di elezioni governative, regionali o comunali) che evidenzia come le figure dei rettori stiano diventando sempre più vicine a quelle dei CEO delle aziende, senza possibilità di essere messe in discussione. Non sarebbe neppure più previsto il limite di un mandato ma un imbarazzante plebiscito di “conferma in carica”, senza candidature alternative, a metà incarico.

In un un momento in cui la componente accademica è sempre più invisibilizzata e silenziata non pensiamo sia ammissibile questo tipo di modello.

IL CONTROLLO SUI LUOGHI DELLA RAPPRESENTANZA È SOLO UN’ALTRA FACCIA DELLA REPRESSIONE

Inoltre crediamo sia inaccettabile che vengano ritenuti necessari rappresentanti del M.U.R. nei Consigli di Amministrazione delle Università: quando denunciavamo la carenza di fondi nelle università pubbliche non intendevamo concepire un modello di controllo sulla gestione dei fondi delle università così rigido. Il Ministero dell’università e della ricerca dovrebbe garantire un finanziamento adeguato e delle linee guida per la gestione dei fondi sul territorio nazionale sulla base delle necessità della singola università e del singolo territorio, non un guardiano che si accerti che la componente accademica stia al proprio posto e che si facciano gli interessi dei privati e delle aziende che siedono nei CdA.

ANVUR IS WATCHING US

Preoccupante inoltre i provvedimenti che riguardano l’ANVUR, l’Agenzia Nazionale di Valutazione dell’Università e della Ricerca che da anni contribuisce ad ampliare la forbice dei finanziamenti statali tra gli atenei (privilegiando gli atenei “più produttivi”). Con la revisione dell’attuale regolamento vengono ampliati e irrobustiti i poteri di valutazione di questa agenzia (ad esempio applicandoli anche agli AFAM) e viene legata a doppio filo al controllo governativo rendendo il ministero agente attivo nel definire gli obiettivi di queste valutazioni. Questo modello di valutazione e finanziamento contribuisce e contribuirà a chiudere gli atenei più piccoli e a concentrare finanziamenti e potere negli atenei più grandi, aggravando così diseguaglianze economiche e sociali tra i grandi centri e le aree provinciali interne.

Dove è finita la volontà di finanziare l’università che questo Governo tanto decantava quando le uniche riforme che ha fatto hanno l’obiettivo di controllare, definanziare e assoggettare i luoghi della formazione alla volontà della politica e agli interessi dei privati?

L3 STUDENT3 SANNO DA CHE PARTE STARE… 

Rispetto alle dichiarazioni e ai richiami fatti alla CRUI in merito al controllare le occupazioni e il dissenso da parte dell3 student3 negli atenei crediamo sia un segnale forte della deriva che questo Governo sta prendendo: la repressione a tutti i costi.

Diciamo a gran voce però che finchè l3 student3 e le loro rivendicazioni non verranno ascoltate e non verranno attuate dalle università non ci sarà misura repressiva adeguata a contenere le nostre voci.

Da mesi lottiamo per costruire un’altra università e non ci fermeremo adesso, ci troverete nei prossimi giorni nelle nostre università per costruire momenti di confronto e attivazione in tutta Italia!


attivati con noi nelle università

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